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penproject / 2006-07
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Accade, oggi, a un numero sempre maggiore di europei di andare
per le strade del Vecchio Continente con una frequenza prima
sconosciuta.
Grazie allaccordo di Shengen, dal 1985 viaggiamo liberamente
per lEuropa e, grazie alleuro, non dobbiamo più
porci il problema del cambio monetario.
Tuttavia il rafforzarsi dei legami economici, il consolidarsi
degli organi politici non è sufficiente, si avverte
il bisogno di legami più profondi.
La facilità con cui soggiorniamo nelle città
della Comunità europea riattiva, peraltro, prodigiosamente
la nostra memoria: scopriamo che molte di esse non ci sono
estranee. Riconosciamo i luoghi che abbiamo frequentato nelle
pagine dei grandi scrittori.
La Parigi di Marcel Proust, la Londra di Virginia Woolf,
la Dublino di Joyce, la Lubecca di Mann, la Siviglia di Machado,
la Lisbona di Pessoa, la Trieste di Svevo, la Sicilia di Pirandello,
e cosi via, ci vengono incontro con qualcosa di familiare.
Constatiamo che la letteratura ha contribuito a formare una
memoria e unesperienza comuni.
Il romanzo, in particolare, con la sua qualità di
genere plurimo capace di annettere linguaggi diversi, di contaminarsi
con altre forme di scrittura, si rivela il più adatto
a far maturare, come ha osservato Vargas Llosa, un senso
di appartenenza alla collettività umana attraverso
il tempo e lo spazio.
È dunque possibile per il cittadino europeo riconoscersi
in alcuni autori e in alcune opere fondamentali? Possiamo
parlare di una biblioteca condivisa? Sono domande che da un
po di tempo ci poniamo.
Pure a Roma, per iniziativa della Facoltà di Scienze
umanistiche, si è condotta, di recente, uninchiesta
nelle Università di dodici paesi del Continente per
accertare se esiste fra essi un minimo comun denominatore
letterario. I risultati hanno fatto emergere una sorprendente
convergenza nelle preferenze degli intervistati che rende
visibile di fatto un possibile canone europeo fondato sulla
lettura degli stessi classici.
Tale conclusione conforta e rafforza liniziativa promossa,
circa un anno fa, dalla Facoltà di Lettere di Palermo,
rivolta a monitorare, questa volta, la realtà letteraria
europea odierna con la collaborazione delle Università
di Siviglia, Lovanio e Gröningen e cofinanziata dalla
Comunità europea.
Obiettivo del progetto PEN (Portal on european novel), cui
si spera in futuro di coinvolgere altre Università,
è cominciare a dare conto della variegata realtà
del romanzo in Europa.
In una prospettiva di dialogo e di scambio, questo portale
vuole offrire, pertanto, unoccasione proficua per incrementare
e arricchire il confronto dialettico tra le nazioni europee,
non solo sul piano politico ed economico, ma anche sul fronte
letterario, umanistico.
Del resto, in termini sempre più evidenti, nel corso
degli ultimi decenni, il romanzo è divenuto una realtà
culturalmente rilevante non solo a mezzo del contributo degli
autori europei, con la loro tradizione consolidata, e di quelli
nordamericani, che a questa tradizione si sono ancorati, ma
anche per lapporto di scrittori di parti del mondo che
oggi più che mai ci interessano: africani, indiani,
israeliani, libanesi, pakistani, sudamericani ecc. I loro
romanzi rappresentano, infatti, preziose porte aperte su realtà
sconosciute e su culture e popoli diversi.
Nuove generazioni di scrittori in Europa e nel mondo continuano
a dare conto della complessità e contraddittorietà
della realtà in cui viviamo, dei labirinti in cui rischiamo
di perderci, puntando lo sguardo sull'inesauribile spettacolo
della scena umana. Essi continuano, cioè, ad appostarsi
dietro quel "numero incalcolabile di finestre",
di cui Henry James vedeva fornita la casa del romanzo, contribuendo
ad incrementare la nostra esperienza, a sviluppare il nostro
senso critico.
In tal senso, questo portale vuole costituire
una finestra privilegiata che lEuropa apre sul mondo
e che apre lEuropa al mondo.
author:
Domenica Perrone (DILCE - Università degli studi
di Palermo)
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